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La Cina investirà oltre 50 miliardi di dollari nei macchinari per la produzione di chip entro l’anno

La Cina investirà oltre 50 miliardi di dollari nei macchinari per la produzione di chip entro l’anno

La Cina investirà oltre 50 miliardi di dollari nei macchinari per la produzione di chip entro l'anno

La Cina rappresenta il più grande investitore nei macchinari per la produzione di chip. Stando a quanto riportato da Nikkei, nella prima metà dell’anno la spesa per le attrezzature ammonta a circa 25 miliardi di dollari e dovrebbe arrivare, se non superare, i 50 miliardi di dollari entro l’anno.

La Cina è ufficialmente il più grande investitore nei macchinari per la produzione di semiconduttori: ha speso più di Stati Uniti, Taiwan e Corea del Sud messe insieme. È quanto riporta Nikkei Asia che evidenzia gli sforzi del Paese per ridurre la dipendenza dalla tecnologia occidentale.

In particolare, gli acquisti per i macchinari per la produzione di chip ammontano a ben 25 miliardi di dollari solo nella prima metà dell’anno e si prevede che quest’andamento continuerà fino alla fine dell’anno per una spesa complessiva pari o superiore a 50 miliardi di dollari.

Per quanto vi siano delle limitazioni alle macchine a cui le aziende cinesi possono accedere, ovvero quelle per un processo produttivo a 14 nm o inferiore, gli ingenti investimenti forniscono alcuni indicatori fondamentali sull’andamento dell’industria cinese. Innanzitutto, il rapido aumento della produzione evidenzia previsioni della domanda crescenti per gli anni a venire.

Ovviamente, l’obbiettivo rimane quello di garantire una fornitura completa e stabile in settori diversi e specifici, non solo in quello consumer. Non a caso, sono diversi i produttori che quest’anno hanno acquistato nuovi macchinari per la realizzazione dei wafer. Questi includono anche piccole aziende che progettano chip per l’automotive o il settore industriale, oltre che naturalmente i grandi produttori come SMIC (Semiconductor Manufacturing International Corp.) o Hua Hong.

Se da un lato Stati Uniti, Taiwan e Corea del Sud hanno ridotto gli investimenti, forti della loro posizione dominante e delle loro tecnologie all’avanguardia, dall’altro è fuori discussione che gli investimenti cinesi abbiano un impatto positivo sui produttori delle attrezzature.

L’aggressiva domanda cinese ha contribuito a un innalzamento significativo del fatturato per società come Applied Materials, Lam Research, KLA, Tokyo Electron e ASML. La crescita varia dal 32% di Applied Materials al 49% di ASML su base annua.

In conclusione, le prospettive di crescita per l’industria dei semiconduttori rimangono solide e l’impennata dell’intelligenza artificiale continuerà a mantenere alta la richiesta di chip nei prossimi anni. Non resta che chiedersi se e quando la Cina arriverà a competere con i leader di settore e se le sarà consentito di farlo ai suoi tradizionali prezzi ultra-competitivi o se verranno imposti nuovi dazi sulle importazioni.

Fonte: Hardware Upgrade

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